Winter Is Coming

C’è un lupo che guarda indietro nell’immagine scelta per questo secondo atto di Santarcangelo Festival 2050… Un lupo che dall’alto guarda il paesaggio che ha alle spalle. Probabilmente fa una pausa per poi continuare ad andare. Dove? Non si sa, ma è certo che si trova nel mezzo di un percorso, di una esplorazione. È un po’ questa la dimensione in cui operiamo al Festival: dopo luglio continuiamo ad andare, a coalizzare un’altra comunità di artist* sempre nel flusso del movimento, dell’esplorazione, dell’avventura, del rischio, dell’incertezza, del non definito, delle asperità dei territori… Non c’è nulla di romantico nell’evocare queste situazioni in connessione alle nuove formazioni che abbiamo invitato, non è nemmeno poetico: vuole essere una sollecitazione a continuare a muoversi, soli o in branco. Lo sguardo indietro è l’osservazione, un momento di riflessione dovuta e necessaria per analizzare i percorsi, spesso tortuosi e lunghissimi – nonché interrotti dalla pandemia – che hanno portato a realizzare le opere che presenteremo.
Winter Is Coming nasce anche dall’esigenza politica di dare sostegno e spazio ad alcune delle artiste e artisti che dovevano essere coinvolti nel Festival a luglio 2020 ma le cui creazioni sono state fermate dall’emergenza sanitaria, o avevano necessità di più tempo per evolvere, o non potevano essere adattate a uno spazio all’aperto per l’edizione estiva. In un’era di nuovi inizi, sosteniamo voci precarie con un fragile tentativo, creando un tessuto flessibile per accogliere esperienze artistiche divergenti, nate fuori dai recinti, “come erbe cattive”, che non hanno ancora trovato spazio nel sistema ufficiale.

Il titolo dell’atto secondo di Santarcangelo 2050 è in realtà uno dei meme più famosi di Game of Thrones: del resto ci siamo avventurati in un’altra sfida allo spazio/tempo martoriato dalla pandemia (e non solo), in un clima di dilagante disperazione, ancor più adesso che al momento in cui l’avevamo immaginato, nella primavera scorsa. Nonostante le incertezze, che in un momento come questo, dove pensare al giorno dopo sembra già difficile e incerto, tanto da dover premettere “non sappiamo se potrà davvero accadere”, qui presentiamo il pre-programma di questo piccolo Festival in inverno, a cui abbiamo lavorato con passione per più di due intensi mesi. Chi verrà a Santarcangelo in dicembre, se non saremo baciati dal sole, la troverà immersa in una umida nebbia felliniana, silenziosa e molto meno gremita, ma da scoprire nei suoi luoghi celati e dell’entroterra (come il Teatro Petrella di Longiano e Villa Torlonia di San Mauro Pascoli), sino al Teatro degli Atti di Rimini, che ospiteranno le proposte artistiche di questo secondo atto. Dall’outdoor forzato dell’ultima fantastica edizione estiva all’indoor protetto, silenzioso e rigorosamente distanziato, per interrogarci sul “futuro fantastico” – o meno – che attende le nuove generazioni di performer.

Winter Is Coming sarà una piattaforma, intima ma aperta, in cui trovano spazio nuove proposte, processi in divenire, “nuovi cominciamenti”, proliferazioni di idee. Al di là delle etichette generazionali, il Festival ospiterà artiste e artisti dagli animi in rapida evoluzione, che agitano generi e codici. Più che un Festival dedicato agli emergenti, sarà un Festival di emergenze, concepite come nuove apparizioni.

Gli spettacoli e gli interventi site specific e multidisciplinari che abiteranno gli spazi del Festival (molti dei quali sono stati ultimati durante varie residenze autunnali a Santarcangelo) saranno: in prima nazionale Io non sono nessuno di Emilia Verginelli, un progetto teatrale/documentario sulle relazioni che si creano all’interno di una casa famiglia in cui si porta in scena il rapporto con Muradif Hrustic, uno degli ospiti della struttura in cui Emilia lavora da anni come volontaria; GLI ALTRI لخرین di Corps Citoyen con la regia di Anna Serlenga, uno spettacolo in evoluzione che combina interviste, video, canzoni, narrazione e bio-fiction, per interrogare la nostra eredità coloniale; il rapporto con l’altro torna nel progetto Virtual Studies for a Dark Swan, dell’etiope Selamawit Biruk, una coreografia trasmessa attraverso una residenza digitale da Nora Chipaumire per il Festival B-Motion / Operaestate e rivisitata nella cornice del progetto Boarding Pass Plus Dance; tra danza e live concert si muove PA.KO doble di Paola Stella Minni & Konstantinos Rizos un duo italo-greco, basato in Francia, dalla poetica eccentrica e surreale; in Folk Tales, prima coreografia di Gloria Dorliguzzo il palcoscenico diventa una scacchiera/campo di battaglia per due danzatrici in lotta contro lo scorrere del tempo; Immagina un paesaggio eroico di Nova Melancholia, collettivo internazionale basato in Grecia, trasforma le Letters from Prison della rivoluzionaria marxista Rosa Luxemburg in una composizione scenica dal forte impatto visivo; Romantic Disaster dei Madalena Reversa crea un cortocircuito tra romanticismo e cambiamento climatico, nella forma di un live set/concerto. Infine sarà presente al Festival con uno speciale djset il duo icastico ANKKH con HY.P.E.R., giovani artisti visivi e performativi che incarnano “un nuovo movimento di esseri mutat* risvegliat* e androgin*”.

Una sezione di Winter Is Coming sarà dedicata ad A School with a view, programma internazionale concepito dalla direzione artistica di Motus nel 2019/20 in collaborazione con alcune importanti istituzioni formative europee quali KASK di Ghent, DAS Theatre di Amsterdam, La Manufactures di Losanna, DAMU di Praga e IUAV – Teatro e arti performative di Venezia. Il progetto, che riflette sul ruolo delle scuole di arti performative come spazi di immaginazione critica e cambiamento radicale, è posticipato a luglio 2021, ma alcune tracce verranno già presentate in questo secondo atto di dicembre 2020. Dallo IUAV arriva il collettivo Extragarbo, che produce due spettacoli, Rovinati di Leonardo Schifino, una ricerca investigativa su una serie di strani eventi la cui imprevedibilità degenera in un club allucinatorio e Call Monica dell’omonimo gruppo, una riflessione sullo sguardo come costruzione e vettore di potere a partire dal corpo femminile in scena; Pankaj Tiwari performer indiano da DAS Theatre di Amsterdam, dopo il suo recente Art of Walking, curerà “uno spazio speciale e accogliente” a Santarcangelo e Simon Baetens, artista e curatore diplomato al KASK di Ghent, presenterà per la prima volta in Italia Liquid Dreams, una performance sul nostro ossessivo rapporto con il digitale, dove il video sostituisce l’attore.

Inviteremo queste compagnie a mettere a nudo, come in un teatrino anatomico, i percorsi produttivi, tecnici e di collaborazioni virtuose che hanno permesso la nascita dei variegati spettacoli che vedremo. Serve guardare indietro per capire – ed imparare anche a dire NO – quando necessario. Ma soprattutto analizzare per re-immaginare come poter ricostruire assieme alle istituzioni culturali stesse (festival, centri di residenze, teatri nazionali?) spazi di libertà che non mettano freni o bavagli all’immaginazione…

In questa prospettiva il Festival ospiterà due importanti incontri pubblici fruibili anche online. Il primo, Dopo la fine del mondo: teatro per bande, gruppi, e predatori solitari, curato da Motus si terrà sabato 5 dicembre e darà voce alle artiste e agli artisti ospiti (e non solo) che stanno in questi difficili tempi intraprendendo percorsi di autonomia rispetto alle maglie del sistema. Il titolo crea un cortocircuito tra passato, presente e futuro, evocando il claim dell’edizione 1992 di Santarcangelo Festival, diretta da Antonio Attisani, quando Motus presentò la prima creazione teatrale, Stati d’assedio, ispirata proprio a La peste di Camus, nel cosiddetto spazio giovani-proposte.
Il secondo incontro, curato da Chiara Organtini, dal titolo Pelli cangianti: identità interculturali, corpi e drammaturgie mutanti si terrà domenica 6 dicembre. Sarà questa l’occasione di un nuovo confronto tra compagnie caratterizzate da un “meticciato culturale”, tra gruppi composti da membri provenienti da culture eterogenee: artisti/e che hanno fatto dell’incontro con l’altro il cuore della propria narrazione e che hanno reso la mescolanza l’amalgama della propria estetica. Questi percorsi artistici offrono una fotografia del nostro presente socio politico sfidando la retorica della semplificazione nazionalista.

Oltre alle artiste e artisti presenti al festival, all’incontro parteciperà da remoto Piersandra di Matteo, direttrice artistica del Festival Atlas of Transitions Biennale organizzato a Bologna da Emilia Romagna Teatro Fondazione la cui ultima edizione dal titolo “We the people” si svolgerà dal 2 al 7 dicembre.

Le condizioni di emergenza in cui stiamo operando ci hanno portato a sovrapporre inaspettatamente i calendari dei due Festival della regione: abbiamo allora trasformato questa simultaneità in una opportunità per creare un “gemellaggio” ideale tra i progetti. Winter is Coming e Atlas of Transitions Biennale, condivideranno così parte della comunicazione e riflessioni congiunte sui temi dell’inclusione: un’alleanza virtuale di idee e di pratiche per unire le forze in un clima politico sempre più competitivo, che spinge a parcellizzare le proposte culturali, anziché metterle in dialogo.

Anche se il freddo e il propagarsi inarrestabile della pandemia ci spingeranno ancor più a chiuderci nelle nostre case protette (per chi un riparo ce l’ha…) – e, come nella serie televisiva, a temere che tutto cristallizzi e i Non-Morti tornino in superficie – da soli o in branco continuiamo a metterci in connessione con nuovi/altri/estranei mondi culturali e artistici per superare “La Barriera” e allargare, come sempre, i nostri confini mentali.

Daniela Nicolò e Enrico Casagrande / Motus