How To Be Together /

Villaggio temporaneo ecosostenibile

ogni giorno

A che cosa serve immaginare? A costruire rappresentazioni del mondo, delle relazioni, di sé.
A moltiplicare scenari e alternative possibili. A fuggire dalla tirannia dell’adesso-qui, a criticarla, a rovesciarla. […] L’immaginazione però si coltiva, si allena, si nutre, e quando questo non accade si atrofizza, diventa passiva, si scoraggia. Una persona, un gruppo, un popolo senza immaginazione è automaticamente vittima di chi controlla le immagini al posto suo.
Per questo immaginare significa soprattutto fare politica.

Matteo Meschiari, La grande estinzione. Immaginare ai tempi del collasso

How To Be Together è un progetto di ricerca che unendo esperienza e riflessione immagina possibili forme di collettività e nuove geografie relazionali attraverso un esperimento di convivenza di un gruppo di 50 partecipanti in un campo temporaneo: un eco-villaggio che si materializza come un miraggio estivo. La trasformazione dello spazio nasce come vero e proprio gesto di rigenerazione affidato all’architetto Matteo Ascani.

How To Be Together è una domanda posta con insistenza dalla crisi pandemica del 2020, che ha profondamente atomizzato il tessuto sociale desertificando gli spazi pubblici, relegati alla sfera del desiderio proibito, confinando i corpi nella sfera privata e individuale. Nella consapevolezza che le pratiche collaborative possono sovvertire lo scenario critico generato dall’attuale sistema neoliberale, il villaggio vuole essere uno spazio per prototipare scenari alternativi, un esercizio per creare mondi e un atto speculativo che permette di trasformare la cacofonia del presente nell’unisono di una coralità. Concepito come una turbina di molte voci, corpi e prospettive, sarà un luogo immaginifico in cui coltivare e accelerare possibili risposte a interrogativi oggi brucianti.

Le e i partecipanti lavoreranno in gruppi di 10 persone condividendo in modo aperto visioni e pratiche e saranno affiancati da un* facilitatrice/facilitatore che accompagnerà il flusso di lavoro: partendo dalle pratiche ed esperienze individuali, cercheremo di formulare possibili risposte e azioni collettive. Nel corso del processo, la domanda How To Be Together si amplia lentamente trasformandosi in Cosa possiamo fare insieme che non potremmo fare da soli?

Ogni gruppo di lavoro affronta la domanda How To Be Together partendo da una specifica prospettiva:

  • Space Commoning: la dimensione spaziale come terreno per generare nuove posture e relazioni. Coordinato da Jozef Wouters e Bart Van den Eynde.
  • La comunicazione come rituale magico: comunicare come rito e apertura spazio-temporale capace di incanalare presenze invisibili. Coordinato da Lotte Van Den Berg e Peter Aers/Building Conversation.
  • Ecosistemi ultra umani: interdipendenza e alleanza tra specie, come creare alleanze possibili e impossibili con altre forme viventi. Coordinato da Cristina Kristal Rizzo.
  • Estetica e politica: il potere trasformativo dell’arte di innescare cambiamenti politici o istituire terreni politici alternativi. Coordinato da Riccardo Benassi.
  • Il selvatico come forma di conoscenza alternativa: come disimparare codici e comportamenti consegnandoci al potere dei bambini. Coordinato da Valentina Pagliarani e un gruppo di 7 bambini.

Oltre ai partecipanti e facilitatori, il campo intercetterà la comunità artistica del festival aprendosi in costantemente alla città, alle persone e al paesaggio circostante, come organismo poroso in cerca di osmosi impossibili. L’intero processo sarà costantemente documentato e monitorato anche grazie a un team di giovani reporter del centro Vooruit? di Gent.

Il progetto in tutte le sue fasi si svolgerà nel rispetto del protocollo di regolamentazione delle misure vigenti per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19.

Un progetto ideato e curato da Silvia Bottiroli, Frederik Le Roy, Sodja Lotker, Annalisa Sacchi, Chiara Organtini, Enrico Casagrande e Daniela Nicolò - MOTUS. Organizzato da Santarcangelo Festival in collaborazione con DAS Theatre di Amsterdam, KASK & CONSERVATORIUM School of Arts di Ghent, Haute École La Manufacture di Losanna, Prague Performing Arts Academy, e Iuav – Teatro e arti performative di Venezia. Con il supporto di BE PART art Beyond Participation, progetto finanziato dal programma Europa Creativa della Comunità Europea, Ambasciata dei Paesi Bassi, Rappresentanza Generale della Comunità Fiamminga e della Regione delle Fiandre, Muncipality of Ghent / © Betty Apple.