El Conde de Torrefiel / Spagna

ULTRAFICCIÓN nr. 1 / Fracciones de tiempo

8 luglio21.00
9 luglio21.00
10 luglio21.00

“Ciò che vedrete e ascolterete qui è reale. I luoghi e le persone sono reali. Nulla è stato inventato. Il contenuto di questa storia proviene da fonti ufficiali e da testimoni in prima persona”.

Con questo nuovo progetto, El Conde de Torrefiel trascende il processo di creazione artistica e il suo rapporto con la realtà compiendo un passo in avanti, anzi, un salto mortale, verso una possibilità ignota: dalla finzione all’ultrafinzione. Le ultraficciones sono proposte presentate nel corso di un anno come appuntamenti autonomi che precedono la creazione di uno spettacolo il cui titolo ancora non esiste, e che debutterà a maggio 2022. Sono esercizi visivi e poetici che trattano chirurgicamente le convenzioni fino a tramutarle in artefatti mostruosi. Meccanismi che, mediante la manipolazione, vengono considerati normali, attivando una sorta di consenso prefabbricato. Santarcangelo Festival ne ospita la prima declinazione: un viaggio sonoro e letterario tra vicende di un’anonima vita individuale, vincolata ad avvenimenti globali.

BIO
Pablo Gisbert e Tanya Beyeler formano nel 2010 El Conde de Torrefiel. Mescolando elementi coreografici, letterari e visivi creano narrazioni che interrogano le tensioni tra individuo e collettività. Si sono esibiti in Messico, Brasile, Cile e Paraguay, Seoul e Tokio e in contesti europei come Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, Festival d’Automne di Parigi, Alkantara Festival di Lisboa, Short Theatre di Roma e molti altri.

  • NELLOSPAZIO
    via Costa - Parco Baden Powell

Durata: 60 minuti.

Lingua: sottotitoli in lingua italiana e inglese.

Lo spettacolo è sconsigliato a persone che soffrono di epilessia e cardiopatia, a causa dell'utilizzo di luci stroboscopiche.

idea e regia El Conde de Torrefiel / testo Pablo Gisbert / suono Rebecca Praga e Uriel Ireland / direzione di scena Roberto Baldinelli / con il sostegno di Institut Ramón Llull, ICEC - Generalitat de Catalunya / © Olga Fedorova.