Malice Beirut
Sorry, This Was Meant to Be Funny
“Sorry, This Was Meant to Be Funny” prende avvio da una domanda semplice ma instabile: chi ride, e perché? Che tipo di corpo ride, e in quali condizioni? La risata è un sintomo di danno, disagio, riconoscimento o complicità? E per chi non ride, cosa lo trattiene: l’offesa, la confusione o il timore di essere associato al pubblico “sbagliato”? Posizionando la risata come atto politico, il lavoro di Malice si configura come una stand-up tragedy. Mette alla prova ciò che può essere detto, ciò che deve essere spostato o mascherato e ciò che resta indicibile. Con il procedere della performance, l’umorismo smette di funzionare come valvola di sfogo e inizia a esporre le proprie condizioni, fino a quando la risata stessa diventa un meccanismo di sopravvivenza che rischia di ritorcersi contro chi la produce.
Bio
Melissa Ghazale, aka Malice, è un’artista visiva che lavora attraverso contesti mutevoli, spesso soggetti a restrizioni legate ai visti e alla mobilità internazionale. Utilizza l’umorismo come strumento e al tempo stesso come trappola, all’interno di una pratica che intreccia scrittura performativa, autofiction e gesti curatoriali. Il suo lavoro si concentra sul linguaggio sotto pressione, modellato da sistemi politici, dalla moderazione algoritmica e dalla costante possibilità di essere fraintesi. Attiva strategie di sottrazione, auto-editing e scomparsa, intese sia come vincolo sia come forma.
Indirizzo
Accessibile con sedia a ruote dall’ingresso principale, dotato di una breve rampa. Per ulteriori info sull’accessibilità, consultare la pagina dedicata in menù.
piazza Marconi, 1
Info
durata: 27 minuti
lingua: inglese con sottotitoli in italiano
CONTENUTI SENSIBILI
suoni o musiche ad alto volume, performance sconsigliata a un pubblico minorenne, linguaggio esplicito, riferimenti al suicidio e al consumo di droghe
Credits
performance Melissa Ghazale aka Malice
assistente tecnico Serge Ghazale
graphic design Jennate Laamyem
progetto realizzato con il supporto di Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia
© Binta Kopp