Stefania Tansini / Italia

Residenza artistica e Workshop: L’ombelico dei limbi

13-24 dicembre 2022

Nel mese di dicembre la coreografa e danzatrice Stefania Tansini — recente vincitrice del premio UBU come miglior performer italiana under 35 — è invitata in residenza artistica presso gli spazi di Dom Utopii / International Empathy Center di Cracovia, ospite di Santarcangelo Festival all’interno della progettualità di Boarding Pass Plus Dance. Dedicato allo sviluppo del lavoro L’ombelico dei limbi, il periodo di ricerca include la proposta di un workshop pubblico tenuto dall’artista e realizzato con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia (19 dicembre, ore 10-14).

Lʼombelico dei limbi è un percorso che origina da una riflessione sulla follia, qui intesa come una ambigua e non univoca relazione tra le cose. Unʼazione per spazi non teatrali, nella quale il corpo si immerge in un ambiente reale già esistente, lo vive e lo contamina. Un processo dʼazione che segue un flusso percettivo di accadimenti, che rifiuta a farsi riconoscere in una convenzionalità di composizione.

Solo rimedio alla follia, è lʼinnocenza dei fatti
Lʼombelico dei limbi, Antonin Artaud

Lʼombelico dei limbi è un testo giovanile di Antonin Artaud, in cui ritroviamo visioni e pensieri che matureranno poi negli scritti successivi. L’alienazione dal mondo, la nostalgia del significato perduto, la creazione di un nuovo linguaggio, il dolore della frammentazione dell’identità. In questa messa in scena, il corpo e la voce sono lucide testimonianze dell’agonia del reale, sono primaria materia folle, realtà consapevole e carnale che esplode e implode, che dice ciò che non ha nome, che forgia forme senza pace, che procede ossessivamente verso una non-fine. Lo spazio, salendo verso il cielo e scendendo verso la Terra, è lo specchio dell’alienazione, dell’impossibile accesso a un ordine composto, determinato, afferrabile. Un luogo ambiguo di attraversamento, contaminato da elementi di natura surrealista come tessuti, colori, bastoncini e acquari. Come in Artaud, questo percorso procede in una tensione contraddittoria: da un lato il desiderio di liberarsi, di sbranarsi, di tenersi fuori dal mondo, dall’altro il desiderio di ricostituirsi, di condividere il cammino nel tentativo di riprendere contatto con la comunità e superare la solitudine.

WORKSHOP
Partendo dall’esperienza dell”essere|stare’, si cerca di esplorare le infinite possibilità di trasformazione che il corpo offre. Il lavoro propone un processo per rendere il corpo malleabile e sensibile, pronto a cambiare ritmo, dinamico o statico. Un corpo libero di scegliere, in ogni tempo e in ogni luogo, che non si nasconde nel movimento, ma che disarmato si pone in una condizione di fragilità. Un corpo che, nel momento in cui è presente e consapevole, si sorprende per quanto è capace di fare, di essere, di diventare, anche attraverso il respiro e la voce. Un’immersione in uno stato fisico e percettivo profondo, intimo, aperto, che modifica lo spazio e il tempo in cui sta e agisce. Questo processo passa attraverso i principi fondamentali del linguaggio della danza riguardo al peso, allo spazio e al tempo, per poi tornare all’unicità del movimento di ogni persona.

STEFANIA TANSINI
Nata nel 1991 a Ponte dell’Olio (Italia), Stefania Tansini si è diplomata come danzatrice presso la Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. Ha lavorato come danzatrice per Romeo Castellucci, Cindy Van Acker, Simona Bertozzi, Luca Veggetti, Enzo Cosimi, Ariella Vidach. Attualmente collabora come danzatrice per Motus nel solo Of the nightingale I envy the fate e in Tutto Brucia. Altri incontri chiave saranno: Roberta Mosca, Yasmine Hugonnet, Raffaella Giordano, Michalis Theophanous, Cristina Rizzo, Nanou, Jan Fabre, Silvia Rampelli. La pratica sul corpo e il proprio percorso personale la accompagnano nella creazione di suoi progetti coreografici, performativi e visivi, e nella collaborazione con e per altri artisti. Porta avanti la propria pratica di ricerca autoriale attraverso progetti coreografici quali My Body trio (progetto vincitore del bando Toscana Terra Accogliente 2020), My Body solo (progetto vincitore del bando DNA 2020), Punti di ristoro 2020, La grazia del terribile (premio Rete Critica 2020), Questione di vita o di morte 2018, Linea Umana 2017. Ha realizzato con il fotografo Luca Del Pia il progetto video-installativo Stupid Girls e Due Madri, con il compositore Paolo Aralla e Guido Barbieri Dove finisce il volo, con Paolo Aralla la performance per spazi domestici Interno Notte e Utera con Secret Theatre Ensamble e Tempo Reale, una performance con sensori biodinamici. È artista associata alla Fondazione Teatro Grande di Brescia. Nel dicembre 2022, Stefania Tansini riceve il prestigioso Premio Ubu dalla Fondazione Ubu per Franco Quadri, come migliore interprete italiana under 35.

BOARDING PASS PLUS DANCE
Boarding Pass Plus Dance è un progetto dedicato alla professionalizzazione e mobilità internazionale per danzatrici, danzatori, coreografe, coreografi, curatrici, curatori e producer sostenuto dal Ministero della Cultura e promosso da una rete di organizzazioni italiane guidata dal Comune di Bassano del Grappa – Operaestate / CSC in network con l’Associazione Culturale AREA06 – Short Theatre, Fondazione Piemonte Dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare, BASE Milano e Santarcangelo dei Teatri. La rete condivide la missione comune di sostenere lo sviluppo artistico e la crescita professionale degli artisti italiani promuovendo i loro processi creativi attraverso tutoraggio e residenze, presentando e facilitando la circolazione delle loro opere a livello nazionale e internazionale. Boarding Pass Plus Dance è una risposta alla crescente necessità per gli artisti di connettersi con la scena internazionale, ricercare, sviluppare nuove collaborazioni e massimizzare la propria visibilità. Alla luce delle nuove sfide internazionali, il progetto ripensa la nozione di mobilità fornendo ai danzatori italiani residenze di lungo termine, scambi artistici peer-to-peer per coltivare future collaborazioni, piattaforme pubbliche su temi specifici come sostenibilità, inter-culturalismo e drammaturgia in location offerte dai partner o attraverso presentazioni online, dedicate a specifiche aree geografiche per consentire forme alternative di viaggio e networking, esplorando il digitale come spazio collettivo per superare l’isolamento e i confini nazionali.

UTOPIA HOME
Utopia Home – International Empathy Center è un’iniziativa del Teatro Łaźnia Nowa di Cracovia. Un luogo di cooperazione, scambio e partenariato tra le comunità artistiche e gli abitanti di Nowa Huta. Il progetto comprende un moderno centro educativo, laboratori artigianali, uno spazio di incontro, residenze artistiche e un’area relax. L’edificio, che può ospitare fino a 600 persone, ospita la programmazione non teatrale di Łaźnia Nowa: concerti, spettacoli, proiezioni di film, discussioni universitarie e sociali, incontri letterari, laboratori e attività che combinano idee, forme e concetti innovativi. Utopia Home è un progetto realizzato da Małgorzata Szydłowska e Bartosz Szydłowski, i fondatori del Teatro Łaźnia Nowa. “Il concetto di empatia e arte ci accompagna dall’inizio della nostra attività artistica, ovvero da oltre 25 anni. I teatri che abbiamo creato al Kazimierz di Cracovia e poi a Nowa Huta non erano teatri nel senso classico del termine” afferma Małgorzata Szydłowska, direttrice di Utopia Home. “Li abbiamo pensati come luoghi di cultura generale. Utopia Home sarà una continuazione e un ampliamento di questo concetto, ma anche una sorta di laboratorio in cui cercheremo un linguaggio artistico completamente nuovo”.

azione realizzata da Santarcangelo dei Teatri
all'interno della progettualità di Boarding Pass Plus Dance
rete finanziata dal Ministero della Cultura
con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura di Cracovia

progetto, coreografia, danza Stefania Tansini
progetto musicale Paolo Aralla
testi Raffaella Colombo
dramaturg Raffaella Colombo
produzione Nanou Associazione Culturale foto video e editing Luca Del Pia
artista supportata da Fondazione Teatro Grande di Brescia

© Ilaria Costanzo
© Luce Del Pia