Flavia Zaganelli Bologna
Placebo Dances
“Placebo Dances” è un’ampia indagine attorno e verso il piacere.
È una tendenza, un’inclinazione alla ricerca di una condizione di apertura, connessione, riposo, beatitudine e incanto che possa favorire il piacere verso sé stessi e verso lə altrə e questionare il situarsi dei nostri corpi e il loro posizionamento nel mondo. Nelle “Placebo Dances” cerchiamo posture scosse dal desiderio, che scompongano dolcemente i corpi e li facciano vacillare, per trovare una vicinanza erotica del nostro stare al mondo. Il piacere è qui la salvezza in tempi di catastrofe.
Bio
Flavia Zaganelli è dance artist e performer. Si forma in modo indipendente seguendo e collaborando con artistə internazionali tra l’Italia e l’Europa, per poi diplomarsi alla scuola di danza contemporanea Tanzfabrik di Berlino e Smash#9. Nel 2018 inizia a realizzare lavori coreografici in collaborazione con altrə artistə, per poi intraprendere un percorso più autoriale. La sua ricerca ha un approccio interdisciplinare e cross-disciplinare, le interessano le forme ibride e i processi collaborativi.
I suoi lavori (The Game We Play; INVISIBILIA – 2021; electrica/ecosi’stɛma/ – 2023) sono stati presentati in diversi teatri e festival in Italia. La sua ultima ricerca in corso, Placebo Dances, è stata selezionata per la borsa di mobilità Boarding Pass Plus Dance 2023 sostenuta da Santarcangelo Festival e Moving in November Festival (Finlandia) e approderà adesso in residenza a Graner (Barcellona). Nel 2024 è artista in shortlist per FONDO – rete di sostegno alla creatività emergente nominata da Santarcangelo Festival.
Indirizzo
Credits
concept e ricerca Flavia Zaganelli
performance e ricerca Maria Durbà, Lucrezia Rosellini, Flavia Zaganelli
produzione Associazione L'Altra
supportato e ospitato da Boarding Pass Plus Dance 2023 in collaborazione con Santarcangelo Festival, Moving in November Festival, Italian Institute of Culture in Helsinki e Liisa Pentii + Co Studio, Fuoriprogramma Festival
residenza realizzata con il sostegno di Istituto Italiano di Cultura di Barcellona

© Giuseppe Follacchio