Klaudia Hartung-Wójciak Varsavia, Polonia

all my dead sweethearts

Varsavia, Polonia
8-15 gennaio / 18 marzo-28 aprile 2024 (residenza)
8-15 gennaio / 18 marzo-28 aprile 2024 (residenza)

all my dead sweethearts è un progetto di ricerca artistica dedicato a bisbigli, lamentele, lamenti, singhiozzi, reclami, richieste d’affetto e confessioni. È una pratica appassionata della voce politica nell’intero spettro dei suoi poteri corporei e acustici. Le pratiche di lamento contemporanee hanno ancora il potere di avviare forme insolite di solidarietà e comunità particolari. Ma dove risiede questo potere? Il linguaggio patetico può sembrare inutile, feticizza la perdita e la mancanza, è distruttivo. Tuttavia, l’archivio delle lamentazioni è ricco di lamenti femminili che colpiscono l’ordine politico e culturale esistente, dal mito di Orfeo alle proteste di massa a seguito della morte di Masha Amini in Iran. Pertanto, la ricerca si concentra sulle pratiche di lamentazione come rappresentazione del corpo e della voce nello spazio pubblico, come manifestazioni di presenza e di riconquista. Questo tipo di manifestazioni, governate dalla mancanza della logica e dall’eccesso, raccontano insoddisfazione, impotenza, irritazione, rabbia. Generalmente attuata da persone con un’agency limitata, questa pratica ha un’efficacia discutibile e incerta. Ritenute tra le più antiche forme letterarie, le pratiche del lamento sono state un elemento fondante dell’opera lirica fin dalla sua nascita. Come nota Mladen Dolar in “The Second Death of Opera”, il lamento è il momento in cui il più alto potere della musica viene rivelato e messo alla prova. Il progetto ha una validità nel qui e ora: il contesto temporale, storico, culturale e spaziale in cui viene attuato è imprescindibile, può essere personale, locale o planetario. La struttura della performance sarà determinata dall’andamento del lavoro di ricerca: a partire da una serie di brevi interviste agli abitanti di una data zona territoriale, l’intento è quello di creare un archivio di lamenti e reclami.

Perché lamentarsi di Santarcangelo? Perché dovremmo lamentarci sempre e ovunque? Quando tutte le strategie di resistenza e cambiamento falliscono, tutto ciò che ci rimane è una pratica di lamento condiviso?

Bio

Klaudia Hartung-Wójciak è drammaturga, regista e ricercatrice, diplomata all’Accademia Nazionale delle Arti Teatrali, dottoranda in Filosofia e Letteratura. Ha diretto: “Extinction” (Teatro Nazionale Stary, 2022), “Ah, if I come to give you so cruel last goodbye” (Teatro Polacco di Bydgoszcz, 2021); “VHS/ Visual Homemade Stories” (Nowy Theatre di Cracovia, New Theatre Lab, 2020), “The Rite of Spring for Desmodiums and Mimosas Pudica” (Theatre Institute di Varsavia, UW Botanic Garden, SOHO Theatre, 2020), “The Manatee” (Komuna Warszawa 2019, M-teatr Festival for young directors – GRAND PRIX 2021); “La Chinoise” (TR Warszawa, 2018), “Tkacze. Historia jak z życia wzięta, a przez to bardzo smutna” basato su Weavers di G. Hauptmann (PWST Cracovia, 2016; Łaźnia Nowa, 2017, premiato al Forum dei giovani registi 2016, Debut TR). Ha lavorato per Komuna Warszawa, Teatro Tmu-na, Teatro Lliure di Barcellona e Teatro Nowy di Varsavia. Il lavoro “User manual for your past…” è stato presentato all’A-Genre Festival di Tel-Aviv e all’Israel Festival di Gerusalemme. Membro attivo di GILDIA (l’Unione dei Teatranti Polacchi), ha co-fondato e lavora con il collettivo The Nostalgic Boys.

Indirizzo

Info accessibilità: spazio accessibile per persone in sedia a rotelle o con mobilità limitata. Accesso facilitato dall'entrata laterale in via A. Costa.

via Ruggeri 16, Santarcangelo