Intro

LA NATURA DELLA PAURA

Vieni a giocare con noi, Danny.
– Le gemelle Grady
(da Shining di Stanley Kubrick)

Pensa a qualcosa che ti fa davvero paura.

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Prova a far caso a cosa ti accade.
Le tue pulsazioni aumentano e sei attraversato da una leggera e fastidiosa sensazione.
Una lieve eco di paura.
Forse non è quello che desideravi provare nel leggere l’introduzione a un Festival di performing arts.
Così respingi la sensazione, la ficchi in quell’angolo della mente dove seppellisci tutte le cose spiacevoli.
Hai appena compiuto una delle azioni più comuni, che viene ripetuta ogni volta, ogni giorno, in ogni parte del mondo.

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La paura – o la costante fuga dalla paura – è la condizione più pervasiva della contemporaneità.
La paura è diventata qualcosa di più che una semplice emozione: oggi è una leva che guida l’economia, la politica, le relazioni sociali. I mercati scendono e si rialzano, le elezioni vengono vinte o perse, tutto in funzione della paura.
Ma la paura è prima di tutto un’esperienza fisica, che risuona nei corpi con un brivido, un tremore, un battito accelerato, un respiro affannoso, il cuore in gola insomma. La paura è anche la minaccia che crea distanza tra i corpi, ne limita i movimenti nello spazio pubblico.
Così, se l’anno scorso abbiamo scelto di guardare al corpo come strumento politico, in questa 48^ edizione di Santarcangelo Festival indagheremo la politica delle emozioni.
Perché se la paura è una condizione naturale, di cosa si ha timore – e perché – è una questione tutta politica.
Nyctohylophobia – la paura del bosco di notte – è una fobia che apprendiamo dalle favole, tra mostri e assassini in agguato nel buio. La paura si rafforza nella ripetizione, attraverso gli stereotipi: allo stesso modo in cui da bambini siamo stati ripetutamente esposti a immagini paurose di foreste scure, ora da adulti le nostre paure sono manipolate attraverso una narrazione terrificante prodotta dal ciclo contemporaneo delle notizie.

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I sentimenti, le emozioni e il contatto con la natura sono dimensioni tradizionalmente attribuite alla sfera dell’irrazionale, trascurate nella formazione degli individui e nel nostro quotidiano.
Secondo noi invece l’intelligenza emotiva è una delle abilità di cui è più urgente riappropriarsi, perché cruciale nel permetterci di riconoscere la realtà in cui viviamo.
Questa edizione del Festival disegna un paesaggio emotivo: è una scura, affascinante foresta notturna. Siete tutte e tutti invitati a riscoprire questa dimensione, a riappropriarvi della connessione tra mistero, natura e emozioni. A seguirci in un percorso che attraversa diverse emozioni e la natura stessa, che ci farà sbucare in prati segreti, seguire il corso di torrenti remoti, approdare su spiagge all’alba.
Vi aspettiamo per un Festival in cui la natura è coautrice, dove un tramonto avrà lo stesso ruolo di un performer sul palco.
Può un Festival di performing arts suscitare la sensazione di quando, bambini, ci addentriamo in un bosco di notte? L’eccitazione e il terrore della libertà.

Con affetto,

Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino
e il team di Santarcangelo Festival