At work!

Inizia una nuova avventura artistica: Daniela e Enrico – Motus al lavoro su Santarcangelo 50.

“Negli ultimi anni abbiamo molto insistito sul tema delle mescolanze identitarie, sull’abbattere i muri – anche quelli invisibili – ostinandoci a lavorare sui confini porosi fra le arti… Non possiamo prescindere da questo denso percorso nell’immaginare il Festival, che stiamo pensando come “opera corale” fatta da tante e tanti, che si diffonde in tutte le pieghe della città, coinvolgendo abitanti e spazi pubblici, senza interruzione fra dentro e fuori, recuperando lo spirito libertario delle edizioni delle origini, nelle piazze.

Un’edizione special-specifica incentrata sulla reciproca impollinazione fra cinema, teatro, musica, letteratura e… antropologia, perché proprio il 2020 è l’anno che più di ogni altro è stato oggetto di propizie e nefaste visioni fantascientifiche.

Oggi l’attitudine a immaginare il domani, a vedere lontano, pare invece sempre più affievolirsi: “The slow cancellation of the future” è in corso, siamo intrappolati “nell’ambra del qui ed ora”? Proviamo allora a immaginare un appuntamento collettivo che si radica nei 50 anni trascorsi per scagliarsi in avanti, con doppio salto carpiato. Pensiamo il cinquantennale di Santarcangelo, il Festival del nostro cuore, come atto unico, gesto scenico che prova ad aprire nuove porte immaginative. Un far-out Festival.

(Far-out è un’espressione slang americana, un po’ desueta, che significa eccentrico, strano, bizzarro… fuori misura).

Bene, siamo molto felici di iniziare questo viaggio spaziale.”