![]() |
||||
| chi
siamo enti soci sostenitori mailing list links english |
||||
| |
|||||||||||
|
|
Luoghi dintesa è il titolo del primo festival di quello che sarà un quinquennio diretto da Antonio Attisani rinominato a distanza di otto anni dalla precedente e sfortunata sua edizione. La presenza di un intellettuale, un teorico, alla direzione artistica, dopo gli anni in cui il festival era stato forgiato dalla sensibilità di un regista con forte impronta pratica, permette allo sguardo di prendere distacco e alla panoramica di farsi più ampia. Lindicazione che caratterizza da subito questa fase del festival è quella di allargare la concezione di teatro di ricerca a diversi linguaggi contemporanei, anche oltre i confini del teatro, per porre Santarcangelo come crocevia o, appunto, luogo dintesa. Il teatro indipendente cui Attisani si riferisce nelle premesse teoriche esclude i vincoli degli aspetti produttivi e del mercato quanto le appartenenze di squadra. Eterogeneità critica anziché uniformità poetica, solitarietà invece della dimensione collettiva e di gruppo. È una svolta accompagnata da grandi contestazioni cui il direttore risponde lanciando titoli che invece contengono lidea forte di un festival che rielabora la propria origine rinnovandosi: si parlerà di Lavori in corso, Lavoro darte comune, Teatro per bande e predatori solitari, Voci umane sempre presenti, "Santarcangelo dei teatri d'Europa" attraverso i titoli delle cinque edizioni. Compagni di viaggio di Attisani sono Daniele Brolli, Giorgio Sebastiano Brizio, Walter Valeri prima, e poi Umberto Artioli, Stefano Casi, Alberto Melucci, Mario Perniola, Valentina Valentini, Paolo Zenoni.
Si apre il corso di Attisani con una grande edizione che unisce la presenza di un Carlo Cecchi già maturo e nuovamente alle prese con Amleto, a quella di Kazuo Ohno, Giovanni Testori e Franco Branciaroli sono affiancati a Diamanda Galas, Danio Manfredini ai Laibach. Teatro comico con Daniele Luttazzi e lArchivolto (di cui facevano parte Maurizio Crozza e Marcello Cesena), poi teatro ragazzi, danza e permormance. Sempre continuando su questa linea entrano in programmazione negli anni successivi Théâtre du Radeau e i monaci tibetani, Remondi e Caporossi e César Brie, i concerti Rap delle Posse italiane anni 90 e Leo Bassi, Valére Novarina e le parate della Mutoid Waste Company, le contaminazioni di Shake Decoder e il Teatro delle Albe in fase afroromagnola, Andrea Adriatico con :riflessi e il Velemir Teatro di Claudio Misculin, e poi Tam Teatromusica, Kismet, Monica Francia, Walter Malosti col Teatro di Dioniso, Alfieri Mago Povero, Giardini Pensili, Marcello Sambati, Franco Scaldati. Vi sarà inoltre nel '93 invernale del festival con dedica alla Sarajevo martoriata dal conflitto etnico. |
||||||||||