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1978 / 1983
Tre direttori e un “terzo teatro”

Manifesto 1982
Boschetti

Gli ultimi anni ‘70 in Italia sono quelli del teatro spontaneo e di base. Si fa strada a Santarcangelo, attraverso la presenza di Roberto Bacci prima e di Ferruccio Merisi poi, il Terzo Teatro invocato da Eugenio Barba nel ‘76. La sfida di Bacci è quella di portare “la città dentro il teatro” e uscire dunque da un canone convenzionale di spettacolo. Prende piede così il teatro di strada ed entrano a far parte dell’anima del festival le pratiche di autoformazione, i laboratori, il training: la vena politica diviene determinazione a sperimentare un nuovo linguaggio. I maestri di cui si nutre questo movimento sono Jerzi Grotowski, il Bread and Puppet e Julian Beck con il Living Theatre: lo sguardo è puntato su Artaud. I gruppi italiani protagonisti di questa fase teatrale partecipano al festival costituendone l’anima e il corpo in uno slancio univoco che coinvolge pratica e teoria, col sostegno dei professori universitari del Dams di Bologna. Suscita polemiche in questo clima, e decade nel giro di un solo anno, la direzione artistica di Antonio Attisani che nel 1981, tra le direzioni Bacci e Merisi, intende ampliare la panoramica teatrale ad altre tradizioni ed esperienze invocando un incontro tra diverse generazioni di artisti. È in questi anni che il festival diviene occasione d’incontro per i giovani, che si radunano ogni estate, accampandosi in zona, per seguire gli eventi e partecipare a quello che sarà per molti anni a venire un grande rito collettivo.


Teatro dell’Elfo
1983

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Teatro di Pontedera
1978

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Gruppo Potlach
1981

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Trovano spazio in questa fase le tradizioni orientali che ispirano gran parte delle pratiche del Terzo Teatro. Il festival ospita così alcuni esponenti del teatro giapponese, indiano e balinese. Mentre tra gli artisti occidentali vanno ricordati oltre ai già citati, El Teatro Campesino, Augusto Boal, Iben Nagel Rasmussen, Yves Lebreton, Boleslav Polivka, e tra gli italiani il Teatro Potlach, Akroama, il Teatro degli Dei, il Tico Teatro con Danio Manfredini, il Carrozzone (poi Magazzini Criminali) e il Teatro dell’Arte Maranathà (di cui facevano parte le Albe), oltre al Piccolo Teatro di Pontedera che fa capo a Bacci e il Teatro di Ventura di cui è fondatore Ferruccio Merisi. Attisani, nel suo intermezzo invita, tra gli altri, Katzenmacher di Santagata e Morganti, il Collettivo di Parma, il Teatro dell’Elfo, il Teatro della Valdoca, Il Teatro Nucleo, il Kismet, la Banda Osiris, Osmego Dnia, e molti artisti dagli States (tra cui spicca la figura di Laurie Anderson), dalla Francia, e da Gran Bretagna, Portogallo, Argentina.