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Anticorpi
tracciati di danza indipendente
rete regionale di rassegne, festival e residenze creative
Anticorpi è una rete di rassegne, festival e residenze
creative legata alla danza, nata per coordinare e promuovere giovani gruppi
italiani, in particolare le compagnie indipendenti dell’Emilia-Romagna.
La rete è programmata da alcuni dei più attenti operatori
del territorio regionale ed è coordinata dall’associazione
Cantieri. Il progetto ha come obiettivo quello di attuare la ri/calibrazione
della politica culturale regionale nel settore della danza, potenziando
il patrimonio produttivo e organizzativo che, specialmente nell’ultimo
decennio, si è costruito e definito nell’ambito della danza
di ricerca e d’autore. Il sistema di relazioni della rete consente
e consentirà ai talenti emergenti di crescere e trovare strumenti
di ricerca propri, grazie anche al contributo dei soggetti che la compongono,
tutti attivi nella promozione, diffusione e produzione culturale, per
contribuire all’incubazione di nuove personalità artistiche
ma anche al sostegno di realtà locali mature. La rete presenta
a un pubblico giovane e trasversale alle arti contemporanee esperienze
nazionali e internazionali altrimenti assenti.
Per ulteriori informazioni: www.anticorpi.org
Il Tracciato Anticorpi 2006 si articola nelle seguenti
manifestazioni: “Lavori in Pelle Vetrina della Giovane Danza d’Autore”
(Cantieri, Alfonsine), “Festival Internazionale di Danza Urbana”
(Danza Urbana, Bologna), “Prime Visioni Festival” (Teatro
comunale, Ferrara), “Confini Progetti Interdisciplinari” (TIRdanza,
Modena), “Ammutinamenti Festival di Danza Urbana e d’Autore”
(Cantieri, Ravenna), “Danza2006” (Europa Teatri, Parma), “Residenza
Creativa-Teatro Dimora” (L’Arboreto, Mondaino), “36°
International Festival of the Arts” (Santarcangelo, RN).
Progetto trasversale di Anticorpi è il concorso
GD’A Giovani Danz’Autori della Regione Emilia-Romagna, ideato
nel 2001 dall’Associazione Cantieri in via sperimentale e divenuto
poi un concorso regionale, quest’anno accolto all’Arboreto
di Mondaino che ne ha ospitato il seminario e la seconda fase di selezione.
La finale avrà luogo a settembre all’interno del festival
“Ammutinamenti”.
Le compagnie Nanou e Le-Gami sono ospiti al festival di Santarcangelo
in quanto vincitrici del Concorso GD’A ’04/’05.
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Scuola elementare - Santarcangelo
14 luglio, 2 repliche ore 19/22
durata 35’
Gruppo Nanou
Namoro
di e con Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
suono Roberto Rettura
produzione Nanou, City Arts (Dublin)
Dicono alcuni che amore è un bambino/ e alcuni che è un
uccello,/ alcuni che manda avanti il mondo/ e alcuni che è un'assurdità…/
Si può farne una buona imitazione/ su una sega o uno Steinway da
concerto?…/ La verità grave, vi prego, sull'amore…/
Busserà la mattina alla mia porta/o là sul bus mi pesterà
un piede?…/ Sarà cortese o spiccio il suo saluto?/ Darà
una svolta a tutta la mia vita?/ La verità, vi prego, sull'amore.
Negli anni Trenta Wystan Hugh Auden scriveva questi versi
nel testo La verità, vi prego, sull'amore. Oggi, ispirato da Roland
Barthes e Jean Genet, il Gruppo Nanou, nato a Ravenna nel 2003 come spazio
di confronto e unione di diverse esperienze artistiche, continua a porsi
le stesse domande con lo spettacolo Namoro.
Namoro, il periodo di relativa intimità che di solito precede il
fidanzamento ufficiale. Due individui chiusi nella propria solitudine
si pensano, si cercano. Ma non sanno come raggiungersi. Lunghi silenzi
ci accompagnano in luoghi sconosciuti.
Uno spettacolo che attraversa percettivamente il silenzio, che rinuncia
a un suono, a un gesto, a una musica, a una parola come supporto veicolante
di convalida. Riappropriarsi del valore del tempo per mettere in discussione
il valore del ritmo, per fuggire dall’azione, per consumare l’immagine
o sottrarla prima del suo compimento. In una visione del discorso amoroso
essenzialmente frammentaria, svolazzante, rispettando la radicale discontinuità
della tormenta di linguaggio che infuria nella testa innamorata, la storia
non fa mai presa. Le voci del racconto vanno e vengono, svaniscono, si
accavallano, non si sa chi parla: qualcuno parla e basta; non vi è
più immagine, ma solo linguaggio.
“Come rappresentare quel periodo che intercorre tra la conoscenza
e l’amore? Quando ancora il posto del cuore è vuoto, ma non
si sa da chi sarà riempito?, quando incertezze e silenzi confondono
il detto e il non detto? Impadronirsi del lento trascorrere del tempo
per allontanare l’azione e dare spazio al sogno di chi si ama, all’immaginario
che alimenta il desiderio, questo suggerisce il Gruppo Nanou. E allora
due entità sono in gioco: corpo come parola e suono come corpo.
Una figura immobile, paralizzata e ipnotizzata dal pensiero dell’oggetto
amato, offuscata dalla sua stessa voce che emette pensieri folli che si
rincorrono e si sovrappongono, frammentando il discorso. L’altra
muta, ma in continuo movimento, incerta sulla direzione da prendere, in
lotta con le catene che trattengono il suo busto, le sue braccia e con
un equilibrio instabile, difficile da governare. Il corpo, nel suo mutismo,
emette una musica straziante. Pazzia e passione, ossessione e tormento,
come due lati di una stessa medaglia: questa la fenomenologia e il mistero
dell’amore. Il riconoscimento dell’altro per sempre fuori
da sé, eppure necessario per trovare una dimensione propria.
I suoni a cura del sound designer Roberto Rettura, scanditi da lunghi
silenzi, ricordano stanze che si aprono e si chiudono. Solo oltre quelle
porte, nei nostri pensieri, i due corpi riescono a raggiungersi, a trovare
pace, forse per completarsi. Sulla scena l’individuo è solo.
Solo è colui che riflette e tenta di trovare le parole per esprimersi.
Solo è chi accetta di essere osservato e
cattura prepotentemente l’attenzione. Ma ognuno, chiuso nel proprio
spazio, crea e alimenta un’emozione che cerca disperatamente, ora
dimenandosi e facendo risuonare il corpo, ora infuriando sulle labbra
e dando vita a un corpo inerte, per essere riconosciuta dall’altro
e dal pubblico. La performance di Gruppo Nanou lavora con gesti, parole,
rumori svuotati di senso per risultare obiettivi, lontani dall’identificazione,
lasciandosi catturare nella loro essenza. Namoro, dunque, vuole mostrare
l’inafferrabile, il sentimento puro e assoluto che fa sentire forte
il colpo in quell’alternarsi di sospensione e caduta che è
propria di due anime che si cercano.”
(Paola Delfino, 17 marzo 2006)
Nanou è una compagnia che nasce a Ravenna nel
luglio del 2003 come spazio di confronto e valorizzazione delle competenze,
degli interessi di indagine e delle attività di un gruppo di giovani
artisti: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. Kostia,
prima produzione Nanou, viene presentato al Premio Scenario 2003. Nel
2004 il gruppo debutta con il progetto A piena voce e nel 2005 mette in
scena Namoro, co-prodotto dal City Arts di Dublino, vincitore del concorso
e del premio speciale GD’A - Giovani Danz’Autori ’04-’05.
www.grupponanou.it
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Teatro degli Atti -
Rimini
12 luglio, ore 18.30
durata 18’
Le-Gami
SP. 3
coreografia Luca Nava
danza Francesca Burzacchini e Andrea Del Bianco
suono Daniela Cattivelli
video Simona Diacci
produzione Le-Gami
In uno spazio e tempo definiti, due individui procedono,
ripetitivamente e insistentemente, nella mera esecuzione dei loro “esercizi”.
Appaiono insieme, ma il passare del tempo e il ripetersi delle azioni
evidenzia la loro distanza.
SP. 3 si sviluppa a partire dal tema della
“separazione”. Prende spunto dal romanzo La trilogia della
città di K di Agota Kristof, la storia di due fratelli gemelli
abbandonati da una madre disperata che si sono dovuti inventare degli
“esercizi” per riuscire a sopportare il dolore, la fame, la
solitudine. Ma anche dall’alienazione della vita quotidiana nelle
grandi metropoli, lo stereotipo che vuole le città abitate da persone
sole, che percorrono le stesse strade, compiono le stesse azioni, senza
mai incontrarsi e senza mai comunicare. Da queste suggestioni nasce un
lavoro per due danzatori costruito attraverso una sequenza di azioni concrete
che nella composizione coreografica perdono la loro referenzialità
per diventare segni astratti, capaci di evocare nello spettatore il senso
di alienazione e solitudine. I danzatori delineano lo spazio dell’azione,
sovrapponibile al loro spazio intimo, per sviluppare un racconto emozionale,
dove la solitudine si manifesta nell’impossibilità dell’interazione
e dello scambio fra loro, anche quando eseguono contemporaneamente gli
stessi movimenti.
Le-Gami è un gruppo di ricerca nell’ambito
della danza contemporanea con sede a Bologna formato da Andrea Del Bianco,
Francesca Burzacchini e Luca Nava. Debutta al festival “Lavori in
Pelle” di Alfonsine (Ra) nel luglio 2004 con Separazione. Dalla
stessa progettualità nasce SP.3, lavoro vincitore del concorso
GD’A ’04/’05.
Al momento la compagnia è impegnata in un nuovo progetto dal titolo Studio per una relazione.
Luca Nava si è formato in danza contemporanea a Bologna, negli
Stati Uniti (University of California di San Diego e New York) e a Venezia
(Accademia Isola Danza). Ha danzato per Nina Martin, Randè Dorn,
Teri Weikel, Carolyn Carlson, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni,
Ron Howell e Monica Francia. Dal 2002 al 2004 ha preso parte al ciclo
della Tragedia Endogonidia di Socìetas Raffaello Sanzio.
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