chi siamo
storia
enti soci
sostenitori

contatti
mailing list
links
english
     
 
 
   

 


Palestra Itc - Santarcangelo
15 luglio, ore 21.30
16 luglio, ore 22
durata 45’
prima nazionale
Rodrigo García-La Carnicería Teatro
(Spagna-Argentina)
Borges + Goya

con Juan Loriente (Borges) e Nicolas Bouchaud (Goya)
spazio, testi, regia Rodrigo García
luci Carlos Marqueríe
tecnica Ferdy Esparza
disegno e confezione della mascotte Taller la nena de la perla e Paca

coproduzione Cia Rodrigo García, La Carnicería teatro; Theatre des Salines de Martigues, Francia; Teatro Lliure de Barcelona; Inaem, Ministerio de Cultura

Alcuni brevi passaggi dei video sono a carattere pornografico

Borges + Goya è la costruzione di due monologhi su due figure quasi intoccabili, lo scrittore Jorge Luis Borges e il pittore Francisco José Goya. Il primo è un monologo intimo, che prende le mosse da un testo del 1999 in cui Rodrigo García descrive l’Argentina degli anni Settanta, quelli della feroce dittatura e del crollo economico ma anche quelli sua adolescenza, in cui più volte cercò di avvicinare il suo idolo letterario, Borges. Anche se non parla direttamente dello scrittore, il testo contribuisce a smitizzarlo come uomo, secondo quel che afferma lo stesso García: “Credo che fu quasi un delitto che Borges, che era un personaggio che aveva voce pubblica internazionale, non la utilizzasse per spiegare quello che succedeva durante la dittatura militare in Argentina”. Il protagonista è un personaggio che sembra nascere direttamente da un incubo, è un grande mostro blu con lunghe unghie di metallo che parla da solo e alle sue spalle è proiettata l’immagine di un campo da calcio, trait d’union con il secondo monologo. Qui infatti il legame con il calcio è rappresentato dal personaggio protagonista che si presenta vestito da mascotte dell’Atletico Madrid (di cui García è tifoso). Anche questo testo ha le sue radici in una videoistallazione intitolata Preferisco che mi tolga il sogno Goya piuttosto che lo faccia un figlio di puttana qualsiasi, presentata nel 2004 alla Casa de America. Protagonista è un folle, un uomo considerato socialmente un perdente e un fallito che, dopo aver ritirato dalla banca i miseri risparmi di una vita decide di scialarli con i suoi due figli in una notte brava che, anziché concludersi a Disneyword come i ragazzi vorrebbero, finisce in una folle corsa in taxi per giungere al Museo del Prado, entrare da una finestra e ammirare da soli il quadro Rissa a bastonate della serie nera di Goya.

Rodrigo García, figura di spicco della scena contemporanea, drammaturgo, regista, scenografo e videoartista, è stato ospite in numerosi festival internazionali con spettacoli fortemente provocatori, spregiudicati, corrosivi e dissacranti. L’artista argentino (che vive e lavora a Madrid da ormai vent’anni anni) è autore di lavori che raccontano le contraddizioni e le ingiustizie della quotidianità. Il suo è un teatro politico, il cui scopo è dichiaratamente quello di generare cambiamento e scardinare lo status quo. Autore anomalo, sa coniugare elementi del passato con la cultura popolare dei nostri giorni, affidando ai suoi attori la celebrazione in scena dei nuovi rituali della società contemporanea, attento a non tradire ideali ed emozioni della nuova generazione. La sua grande voglia di comunicare con il pubblico spesso si trasforma in una forma di aggressione dello spettatore, messo a disagio per l’intera durata dello spettacolo. Attratto dal teatro sin dalla gioventù, García per anni si è guadagnato da vivere come pubblicitario, autofinanziando il suo teatro, dapprima sperimentale, e poi sempre di più animato da una carica di denuncia sociale. Tra i suoi maestri riconosce Samuel Beckett, Harold Pinter, Fernando Arrabal, Tadeusz Kantor, Heiner Müller, Thomas Bernhard, Louis Ferdinand Céline e Peter Handke.
Dal 1989 è direttore artistico della compagnia di Madrid La Carnicería Teatro. Vincitore del Premio Ubu 2004, è autore, tra gli altri di Borges (1999), After Sun (2000), Compré una pala en Ikea para cavar mi tumba (2001), La historia de Ronald el payaso de MacDonal’s (2002), Creo que no me habéis entendido bien (2002), Agamennone (2003), La jardinería humana (2004), Borges + Goya (2005). In Italia i suoi testi più importanti sono editi da Ubulibri in Sei pezzi di teatro in tanti round (2003).