logo 2008
Home

react!
RESIDENZE ARTISTICHE CREATIVE TRANSDISCIPLINARI



  

Progetto condiviso da:
L'arboreto - Teatro Dimora Mondaino
Santarcangelo dei Teatri
Teatro Petrella, Longiano
Con il contributo di:
Regione Emilia-Romagna, Assessorato alla Cultura
Con il patrocinio di
ETI Ente Teatrale Italiano
Province di Forlì-Cesena, Rimini

promuove

Con la collaborazione di Drodesera - Centrale Fies

Si dice residenza
Un incontro e una festa, un anno dopo la costituzione di react!, per raccontare le azioni del programma 2008 (AgoràKajSkenè Crono 2008; Fanny & Alexander - OZ), presentare i nuovi progetti per il 2009, attivare un confronto con altre realtà teatrali che a diverso titolo si stanno occupando di residenze, processi di ricerca e studio, produzione di nuove opere.
In quest'occasione, saranno evidenziati solo degli interrogativi, delle questioni aperte, sulle possibili definizioni e interpretazioni di progetti di residenza, che saranno poi sviluppati in un secondo incontro promosso in ottobre da Drodesera - Centrale Fies.

Programma

Sabato 19 luglio, ore 15.30-19
Corte Rocca Malatestiana
Incontro
Si dice residenza
coordina Piersandra di Matteo
partecipano: Marco Valerio Amico, Gruppo Nanou; Chiara Lagani, Fanny & Alexander, Dino Sommadossi e Barbara Boninsegna, Drodesera - Centrale Fies; Fabio Biondi, L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino; Sandro Pascucci, Presidente Consiglio di Amministrazione Santarcangelo dei Teatri

a seguire, dalle ore 23
Sferisterio
Festa
Tanz in der polis
a cura di nanou ass. cult.
DJs - Yoco Poco (gruppo nanou), Ramirez +Vj Fragola (Santasangre) Dust/aka/Momo (Fanny&Alexander)

React! nasce dalla volontà di tre soggetti attivi nello spettacolo dal vivo in Romagna di creare un progetto comune per sostenere la ricerca, la produzione e la diffusione dei linguaggi scenici contemporanei.
Da circa due anni, le tre strutture hanno avviato un percorso di confronto con lo scopo di valorizzare ulteriormente le singole realtà, ottimizzare le risorse e creare un progetto condiviso per affrontare tutto l'anno altri e nuovi impegni per la ricerca e la creazione contemporanea.
Le espressioni estetiche privilegiate sono quelle che pur essendo legate al teatro, alla danza e alla performance, propongono di superare le gabbie delle discipline e di esplorare la contaminazione tra le arti contemporanee; un progetto transdisciplinare le cui iniziative possono includere residenze, laboratori, workshop, produzioni, presentazioni di studi e spettacoli, incontri con artisti, critici, operatori e pubblico.
Le attività di residenza e di produzione di compagnie italiane o straniere, saranno sviluppate con l'obiettivo di collegarle ad altre realtà europee. I progetti ospitati potranno quindi coinvolgere più strutture in Europa consentendo l'ipotesi di proficui incontri tra artisti e collaborazioni tra le strutture.
www.reactonline.it

malaFesta



Malafesta torna a metà estate. È passato quasi un anno dalla sua prima volta, è cresciuta di qualche centimetro, nel suo taccuino qualche numero in più di amici da chiamare. Ha imparato un'altra lingua e si è scelta un piccolo sgabello nel salotto buono di Santarcangelo Festival. Ma gli occhi svagati sono sempre quelli, e guardano ancora nella stessa direzione. Non è cambiata, ama incontrare le persone e conoscerle piano piano, siano poche e lì per caso, o tante come una piazza intera. Ora l'appassiona l'arte popolare, quando popolare significa che fa sorridere allo stesso modo vecchi e bambini. Così ha chiamato pagliacci, funamboli, suonatori di piatti e lanciatori di coltelli. E li ha messi lì, uno accanto all'altro, tutti a sedere nel salotto buono. Ha chiesto loro una magia: di vivere ieri, perché a ieri appartengono, e allo stesso tempo anche oggi, anzi, domani. Di farci vedere come sarà domani, attraverso la lente immaginifica e opalescente della meraviglia. E allora che lo spettacolo abbia inizio...

MalaFesta, alla sua seconda edizione, è un festival realizzato da Ora d'Aria, con la collaborazione organizzativa e tecnica di Theatre des Pantins. Il percorso di quest'anno compie un'indagine attraverso l'arte popolare, che intende riproporre in chiave contemporanea. Le tre direttrici in cui si articola il programma, Ri_generazioni (teatro), Classiche avanguardie (musica) e Corti su Corti (video-arte), saranno declinate presentando rispettivamente la trasformazione dell'arte circense, l'evoluzione della musica popolare e di tradizione attraverso la contaminazione con le nuove tecnologie, e l'indagine sull'amore antico, ma capace ancora di affascinare, del cinema per il circo.

    



Corti su Corti
’30, ’50, ’70, ’90. Un film ogni vent’anni


Quello del cinema per il circo è un amore antico. Decine di pellicole hanno fermato il tempo negli chapiteau polverosi, infilando la telecamera tra le fauci di fiere ormai dome e spiando il sorriso obbligato dei clown, restituendoci un’immagine spesso falsata, che ha ispirato generazioni di ragazzi a sognare di seguire la prossima carovana di passaggio in città.
Ma davvero quello del circo è un universo immune al dolore, fatto di incanto e di malia, dove anche il tempo pare fermarsi in un’infanzia sospesa?
Quelle proposte sono storie, invece, trapassate da un dolore e da un’inquietudine sottile, che finisce per diventare sguaiata ed esplodere in un riso inconsolabile.
Ecco allora l’orrore e l’ipocrisia svelata di Freaks, vero scandalo per l’epoca, tanto da andare incontro alla censura di oltre 30 minuti del film, la mite sopportazione e il sacrificio di Gelsomina, nel capolavoro La strada, la lieve giocosità, che svela gli assurdi del quotidiano, del Circo di Tati, la disperazione che si gioca la sorte nel lancio di un coltello, ne La ragazza sul ponte.
Storie che attraversano un secolo, e di venti in venti scandiscono il passare del tempo e dei sogni di ognuno di noi.

Lunedì 14 luglio, ore 23.30
Monte di Pietà – Bosca
1932 Freaks di Tod Browning

Martedì 15 luglio, ore 23.30
Monte di Pietà - Bosca
1954 La strada di Federico Fellini

Mercoledì 16 luglio, ore 23.30
giardino del Musas, Contrada dei Fabbri
1974 Il circo di Tati di Jacques Tati

Giovedì 17 luglio, ore 23.30
giardino del Musas, Contrada dei Fabbri
1999 La ragazza sul ponte di Patrice Leconte

Quattro giovani autori, uno per ogni sera, presenteranno un proprio lavoro della durata massima di 8 minuti, prima di ogni proiezione cinematografica.

Manolo Benvenuti
L’acchiappasogni
Installazione urbana sull’arte del riciclo
I Pratini, Santarcangelo
per tutta la durata del Festival

L’acchiappasogni è un oggetto che appartiene alla tradizione degli indiani d’America. Posto sopra le culle dei bambini, ha il compito di catturare gli incubi e lasciar passare i sogni. È ispirato al fitto reticolo che compone questo strumento arcaico il nuovo lavoro che l’architetto e artista Manolo Benvenuti presenterà in occasione di malaFesta. Da anni Benvenuti progetta e realizza installazioni di arte urbana, utilizzando materiali di scarto delle filiere produttive, inventando un secondo ciclo di vita per materiali ormai considerati solo “spazzatura”. Ha curato alcuni tra i più riusciti stand della Provincia di Rimini per la fiera Ecomondo nel 2006 e 2007. Per L’acchiappasogni utilizzerà le potature degli alberi di castagno, lunghi rami dotati di grande flessibilità, che permetteranno la composizione di un intricato disegno intorno agli alberi dei pratini di via Ruggeri. Recupero di materie prime altrimenti non utilizzate (oltre alla potatura saranno riutilizzati alcuni pannelli di truciolare per realizzare delle sedute), basso impatto ambientale e recupero di spazi sottoutilizzati del centro urbano sono gli elementi cardine di questo progetto, che ha già valorizzato alcune zone della riserva naturale di Onferno, al confine tra Romagna e Marche.

Socìetas Raffaello Sanzio
Laboratorio di ricerca sulla voce

a cura di Chiara Guidi

Convento dei Frati Cappuccini di Santarcangelo, Santarcangelo
dal 13 al 20 luglio (riposo il 17), dalle 15 alle 19

La ricerca che il laboratorio sulla voce promuove nasce dal desiderio di sganciare ogni cosa dal proprio ancoraggio, come una tempesta che faccia balzare tutto in aria, gettando nel caos. Che cosa rimane allora della voce? Respiri, gemiti, sussulti, tentativi di emissione vocalica. E poi la sorpresa quando di punto in bianco, dopo tanto tacere, si ode la propria voce che pronuncia una parola. Perfora e fa pensare all’arte dello scavo: togliere terra, una sorta di voce sovrapposta e ricoprente, per avvicinarsi alla natura sepolta della voce stessa, una voce senza una riconoscibile funzione. Una voce nuova. La materia della voce si mostra e fa affiorare lentamente un senso. Inaugura una direzione. Tutti gli elementi sonori che la raccolta di voci genera sono punti di partenza, hanno a che fare con l’origine e con il furore grafico dell’abbozzo. Con i laboratori vorrei ritrovare il teatro attraverso la musica e ridestare la drammaturgia che costituisce ogni processo di composizione e di montaggio sonoro. Vorrei cogliere nella sorgente di ogni suono la connessione emotiva che il suono suscita. Il suono della voce rivendica una passività rispetto alle leggi interne che la animano. Non rappresenta altro che se stesso. Prima di generare ed evocare forme narrative e drammatiche, è necessario questo scavo nella materia vocale. La vocalità presa in considerazione è, per così dire, una materia molecolarizzata: si tratta di considerare la struttura delle particelle e trovare nella loro individualità la traccia più interessante della direzione da seguire per l’orchestrazione. La composizione non sarà più guidata da un’antecedenza della realtà da rappresentare, ma da una materia che trova nella sua propria realtà la forma corrispondente alla realtà che si vuole rappresentare. Si tratta di una materia che prima capta, e poi restituisce forze emotive. Pensare il suono come insieme di molecole significa avere la possibilità di lavorare a partire dalle caratteristiche specifiche di ogni suono (altezza, timbro, tono, intensità) per alterarle e, se necessario, applicare lo spettro di un suono ad un altro e viceversa. Il laboratorio è essenzialmente luogo di ascolto, di imitazione e di registrazione di un’infinità di suoni e di rumori. L’ascolto avvia la voce verso suoni inediti; la arma, la rende capace di strumentare; così può entrare nel vivo dell’orchestrazione e sostenere il combattimento armonico tra i vari elementi dell’opera. Pura drammaturgia della forma che esige un vasto campo di ricerca, un’attività quotidiana che permetta di scoprire tutta la portata espressiva, sia fisica sia emozionale, di unità sonore minime.
Chiara Guidi

Il laboratorio, rivolto in particolare a giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, è realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive (POGAS) e della Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Sport e Progetto Giovani.

ASSOCIAZIONE SANTARCANGELO DEI TEATRI
 
 
SANTARCANGELO DEI TEATRI via Andrea Costa, 28 - 47822 - Santarcangelo di Romagna (Rimini)
Tel: +39 0541 626185 - info@santarcangelofestival.com